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L’EREMO DI SAN GIORGIO E IL SANTUARIO DI CONCHE A NAVE

Escursionismo Rezzato, Novembre 2025

Rimandata di una settimana a causa delle condizioni meteo avverse, l’ escursione organizzata da Alessandra Zucchi ha riservato agli escursionisti di “Escursionismo Rezzato una piacevole ed inaspettata sorpresa : una leggera nevicata novembrina ha ricoperto alcuni tratti del percorso, aggiungendo un inestimabile valore ad una piacevole passeggiata sulle montagne che dominano le città di Brescia e i paesi della Bassa Val Trompia.

Il monte Conche è raggiungibile da itinerari diversi: da Lumezzane il dislivello è assai contenuto e consente una passeggiata piu consona alle aspettative del nostro gruppo. L´itinerario proposto da Alessandra Zucchi, accompagnatrice FIE di Escursionismo Rezzato è forse un po piu lungo ma più selvaggio e paesaggisticamente piu interessante
Si percorre la cresta tra i monti Conche e Doppo dalla cui vetta si gode di un bel panorama sulle prealpi circostanti e sul lago di Garda. La lunghezza totale del percorso è di 7,69 Km

Il punto di partenza è dal Fontani de A’Bie : si cammina nel bosco di betulle, noccioli e faggi, calpestando la neve ancora fresca : tenendosi a mezzacosta si raggiunge in meno di un’ora il rudere dei Piani di Calone contornato da enormi castagni. Il sentiero prosegue sulla dorsale e dopo un paio di chilometri si raggiunge un largo sentiero detto “Viale della Misericordia”: in alcuni punti si possono scorgere le vecchie stazioni della Via Crucis.

Si prende il sentiero 375 che porta alla forcella del Calone per proseguire all’ Eremo di San Giorgio, ulteriore indicazione data dalla tabella segnavia Blu con la scritta “ EREMO SAN GIORGIO : VIA DEL SACRO A LUMEZZANE”

Secondo Mons. Fappani, l’Eremo di San Giorgio a 1125 mt., costruito dopo il ‘300 su un aspro cocuzzolo roccioso sul filo di cresta fu originariamente una “grangia”, cioè un rifugio per una piccola comunità benedettina (forse dedita alla pastorizia) collegata in qualche modo con i Frati Umiliati che erano in Conche.

Dopo una breve pausa per godere del paesaggio, la giornata limpida ha consentito una visione di 360 gradi e ben visibile l istmo di Sirmione nel basso Garda, si riprende il cammino in direzione santuario di Conche ripercorrendo un tratto del sentiero fino a inoltrarsi in bosco di querce e poi di faggi, per sbucare alla Forcella di Calone m. 1052 per proseguire per il santuario di Conche in circa 30 minuti, come indicato dalla segnaletica.

La prima neve del 2025 ha imbiancato il Monte Conche e le cime delle Prealpi bresciane non è solo un evento visto le miti stagioni invernali di questi ultimi anni ma è anche un pò magia: tutto intorno a noi assume un aspetto piu mite una sorta di dolce chiarezza che riempie l animo e la mente. La neve possiede questo incredibile segreto di ridare al cuore un alito di gioia infantile chiaramente percepibile nei nostri occhi : bello ritornare bambini facendo palle di neve e gettarsi nelle neve.
Questo è il magico potere della neve riuscire a portare pace e tranquillità nel nostro mondo frenetico: camminare sulla neve muta il suono degli scarponi: nessun rumore e tutto attorno a noi assume un aspetto incantato e ovattato.

Questa escursione nella neve anche se di pochi centimetri è un viaggio attraverso i sensi e mentre ascoltiamo il rumore dei nostri passi che calpestano la neve morbida gli occhi si perdono in un paesaggio in cui tutto è ricoperto dallo stesso manto bianco: viene spontaneo raccogliere un po’ di neve per farne una palla da lanciare in aria e sentirne la tenerezza che si fa ghiaccio mentre il freddo ci arrossa le mani bagnate.
Ci prendiamo questo tempo per annusare l’atmosfera umida e carica, per riempire i polmoni di questa estrema e naturale tranquillità che solo il bosco in questa particolare atmosfera magica riesce a regalare.
Il ritorno ad anello prevede un lungo tratto in discesa passando dalla località Cocca di Lumezzane : il versante è esposto al sole e la neve è sciolta dai raggi del tiepido sole autunnale. La via del Sacro ci conduce ad un’altra cappella con annessa sorgente; secondo la tradizione locale questa sorgente sarebbe da attribuirsi ad un miracolo operato dal quarto vescovo di Brescia, Sant’Apollonio, il quale, fuggiasco dalle persecuzioni romane, qui battezzò i due convertiti futuri Santi protettori della città, Faustino e Giovita, facendo sgorgare l’acqua dalla roccia secca. Impossibile da bresciani non menzionare questo episodio.


La parte finale del sentiero appare evidente e ben tracciata e dopo avere attraversato l’impluvio secco di un ruscello inizia a scendere e da qui in discesa si torna al punto di partenza.

Si conclude così la penultima escursione dell’anno del ricco calendario di Escursionismo Rezzato :l’anno escursionistico i concluderà domenica 14 dicembre a Punta Larici
È doveroso ringraziare Alessandra e Lucia che premurose ed attente ci hanno condotto su questi sentieri facendoci scoprire nuovi luoghi evocativi, carichi di storia e di devozione popolare, sicuramente tra i più noti delle montagne bresciane della media Val Trompia

Ivana Lorandi

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