Escursionismo Rezzato, Manerba del garda
08 febbraio 2026
Nel Parco Naturale Archeologico della Rocca e del Sasso a Manerba.
Tutto è azzurro, come un’ebbrezza improvvisa, come un capo che si rovescia per ricevere un bacio profondo. Il lago è di una bellezza indicibile».
Con questi versi del Vate che celebrano il Lago di Garda “di una bellezza indicibile”, desidero iniziare l’articolo della seconda escursione del gruppo Escursionismo Rezzato che mi vede nel duplice ruolo di aspirante giornalista e aspirante Accompagnatrice FIE.
Domenica 8 febbraio ho accompagnato in qualità di aspirante accompagnatrice 55 escursionisti nel Parco Naturale Archeologico della Rocca e del Sasso a Manerba del Garda, in Valentesi: un giro ad anello di 11, 2 Km con un dislivello di 310 metri.
Partenza alle ore 8:00 dalla frazione di Montinelle: innegabile un po’ di agitazione sebbene avessi provato ben tre volte il percorso coadiuvata della mia tutor Alessandra Zucchi e anima di questo affiatato gruppo di escursionisti.
Dopo un breve tratto su strada asfaltata che conduce nel pianoro del Parco, con passo sicuro tra piantagioni di ulivi ho condotto su un sentiero sterrato il numeroso gruppo in direzione della Chiesa di San Giorgio. La chiesa di San Giorgio, situata a ovest del promontorio della Rocca, su un’altura sovrastante Porto Dusano, è un piccolo edificio in stile romanico, costruito tra il XI e XIV secolo: questo oratorio campestre ospita affascinanti affreschi, tra cui l’Annunciazione e San Giorgio che combatte contro il drago per salvare la principessa.
Uno splendido balcone naturale che offre una vista particolare sul Golfo di Padenghe e sulla penisola di Sirmione.

Breve pausa per ammirare il paesaggio e immortalare scorci naturalistici di grande bellezza per ripartire compatti verso il sentiero panoramico che costeggia le falesie del lago in direzione della famosa Spiaggia Nudisti splendida location tra le falesie del parco : una breve e ripida discesa per giungere sulla spiaggia e sentire il rumore delle onde del lago in inverno: quiete e compostezza.
Altra pausa per godere del paesaggio, aspetto da porre in rilievo : ci vuole attenzione per scoprire i muscari viola vicino alla riva del lago.

La breve e ripida salita verso il Casello dell’ Alta velocità un piccolo edificio bianco, datato 1928 è uno dei due caselli (l’altro si trova in riva al lago a Moniga, in località San Sivino) da cui i cronometristi del reparto Alta Velocità di Desenzano misuravano la velocità degli idrovolanti da corsa. Il 23 ottobre 1934, uno di essi, pilotato dal maresciallo Agello, stabilì il record di velocità per idrovolanti con motori a scoppio: 709 km/h, un record che ad oggi rimane ancora imbattuto. Citando nuovamente il comandante Gabriele D’Annunzio che definì Agello «l’uomo più veloce del mondo».
Un’ improvvisa e repentina nebbia consente ancora per poco di ammirare il paesaggio naturalistico che ci circonda : veloce la nebbia sale dal lago e muta il paesaggio trasformandolo in un brughiera irlandese molto affascinante: giunti al pianoro del Sasso la cui vista è ancora parzialmente obnubilata dall‘improvvisa e repentina nebbia : breve sosta in uno dei balconi piu suggestivi del Parco Naturale Archeologico della Rocca e del Sasso a Manerba per la bellezza naturale e la tranquillità del luogo.
L escursione prosegue in direzione di Porto Torchio, attraversando il Parco ad oriente sul cui versante crescono Carpino nero, la Quercia roverella, il Pungitopo, il Caprifoglio e distese di bianchi ellebori convivono con alberi e cespugli propri della Macchia Mediterranea, una breve discesa conduce alla spiaggia di Pisenze, certamente la spiaggia piu bella di Manerba per la sua insenatura tra la Rocca e l isola dei conigli.
Un tiepido sole invernale ci riscalda mentre gustiamo in allegria una merenda con pane e salame nel parco in riva al lago. Siamo a metà dell’escursione i tempi previsti sono stati rispettati e ora rifocillati riprendiamo il cammino : rientriamo dalla spiaggia di Pisenze, attraversiamo il bosco per dirigerci nel Parco naturalistico un grande bellissimo pianoro coperto da boschi e prati di 90 ettari che comprendono la Rocca stessa e tutto il tratto costiero in direzione del “il Büs de La Paül “ Ricordo che nel corso dei secoli, le zone pianeggianti della Rocca di Manerba hanno subito significativi interventi da parte dell’uomo: all’inizio del XIX secolo, il vasto pianoro del Monte Sasso fu bonificato, trasformando l’area paludosa preesistente tramite la realizzazione di diversi canali di drenaggio e deflusso delle acque. Tra questi canali artificiali, oggi è possibile vedere il “Büs de la Paül”, ossia il buco della palude, una grotta che collega l’altopiano della palude con la spiaggia della Rocca di Manerba.
Breve deviazione prima di salire per riverire, in un campo sul versante est, un olivo che è stato definito “L’olivo più vecchio della Valtenesi”. Nonostante il passare del tempo, che ha segnato il tronco cavo con incendi e tagli profondi, la sua imponente dimensione è testimonianza della straordinaria tenacia di questa specie botanica. Si stima che quest’olivo abbia circa 600 anni, se non più.
Ci attende la perla della giornata : La rocca ossia i resti dell’antico castello medievale , luogo dove storia, natura e panorami mozzafiato si fondono dalla cui sommità si gode uno dei migliori panorami del Garda : la Rocca è situata a 149 metri di altezza da qui si vedono chiaramente l isola dei conigli, L isola del Garda, il Porto di San Felice, il golfo di Salo e in lontananza il Monte Pizzocolo innevato e difronte alla grande Croce svetta il Monte Baldo maestoso e ricoperto di neve.

Giunti ordinati alla sommità dove svetta la Croce installata sui reperti dell’ Antica Roccaforte, la foto di Rito e poi come se fossimo su un set cinematografico tra muri perimetrali, scalinate e ponticelli in legno innumerevoli scatti di foto per immortalare la bellezza del luogo a conferma della determinazione personale di essere riusciti a concludere anche questa camminata: volti sorridenti e rilassanti, e tante risate questi sono i feedback che confermano in modo inequivocabile l’ apprezzamento dell’ escursione proposta
Un sentito ringraziamento ad Alessandra Zucchi e Lucia Archetti per il loro prezioso e silenzioso aiuto nella gestione di un gruppo così numeroso ed eterogeneo : sentire di potermi fidare pur lasciandomi autonoma nel condurre il gruppo, appoggiandomi senza prevaricare nella scelta di elaborare e tracciare il tragitto, consigliandomi e supportandomi. Qualità rare degne di essere riconosciute per darne la giusta valenza.
Vorrei marcare dunque il concetto del rispetto dei ruoli che è fondamentale per il funzionamento di qualsiasi team, basandosi sulla chiara definizione, riconoscimento e valorizzazione delle personali competenze tali da garantire efficienza e sicurezza per offrire ai nostri escursionisti il
miglior risultato.
Visto che ho paragonato la Rocca a un set cinematografico concluderei affermando “buona la prima” augurandomi inoltre che l entusiasmo, la premura, l attenzione, la consapevolezza e la passione dedicate nell’organizzare questa prima escursione mi siano da fondamenta per tutte le future .
Rammentando questa bella camminata in una giornata di sole invernale, in una splendida cornice che esalta il Lago di Garda di una bellezza indicibile, vi invito alla prossima escursione con “Escursionismo Rezzato” in data domenica 15 marzo al Dosso Sassello sulle sponde di un altro lago bresciano il lago di Idro.
Ivana Lorandi


