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Escursionismo Rezzato dal 01 al 08 luglio 2026

IL CAMMINARE PRESUPPONE CHE A OGNI PASSO IL MONDO CAMBI IN QUALCHE SUO ASPETTO E PURE CHE QUALCOSA CAMBI IN NOI. (ITALO CALVINO)

Il cammino della Via Valeriana proposto da Alessandra Zucchi, anima di escursionismo Rezzato, ha avuto inizio in data primo luglio da Pilzone, frazione di Iseo a 200 sul livello del mare per concludersi mercoledì 8 luglio 2026 al passo del Tonale (1883 metri di altitudine)

Un cammino di circa 140 hm con 5200 metri di dislivello: il tracciato ripercorre l’antica via romana, tracciata nel terzo secolo per volere del console Gaio Publio Valeriano con l’intento di unire la città di Brescia al lago di Iseo e alla valle Camonica crocevia per le valli limitrofe. Il simbolo della via valeriana una V gialla e marrone

Entusiasmo e determinazione le costanti che hanno animato il nostro Cammino: quattro donne con quattro zaini diversi, ognuna di noi con pesi diversi sulle spalle.
La prima tappa lunga ed impegnativa percorre in lunghezza tutto il lago d’Iseo. Il percorso sale in quota per arrivare alla riserva Naturale delle Piramidi di Zone e poi al passo croce di Zone (903 m) da dove inizia la discesa, attraverso i boschi, in direzione della località lacustre di Pisogne. Il caldo torrido di questa estate ci mette alla prova, portare lo zaino pesante sulle spalle rallenta il passo: la fatica si palesa sul volto sudato. È la pioggia ad accoglierci: nel tardo pomeriggio una visita alla chiesa di santa Maria delle Neve famosa per gli affreschi del Romanino: la vista cancella la fatica di questa prima tappa: l’anima gioisce dinnanzi a tanta bellezza.
La seconda tappa è la più urbanizzata parte da Pisogne e termina a Darfo Boario Terme e si dipana prevalentemente su strada asfalta attraversando i paesi della bassa Val Camonica. Interessante il Ponte di Montecchio che attraversa il fiume Oglio. Visita pomeridiana al Parco termale di Boario Terme per sorseggiare l’ottima acqua e passeggiare tra alberi secolari e chiostri in stile liberty.

La terza tappa da Boario Terme attraverso boschi e torrenti fino al piccolo borgo di Ossimo, dove il tempo sembra essersi fermato sotto lo sguardo imponente della Concarena: visita al santuario dell’Annunciata di Piancogno, complesso monastico del xv secolo dove ancora si respira un aria di religiosità pura. Una meritata pausa al fresco delle fronde degli abeti: qui tutto è pace e relax.

La quarta tappa da Ossimo a Ono San Pietro costeggiando il fiume Oglio che noi ammiriamo dall’alto. Il percorso si snoda su leggeri pendii tra terrazzamenti coltivati edicole votive e casolari. Ampi spazi permettono di ammirare scorci sul fondo valle e sul castello di Breno. Il cammino è in quota e noi camminiamo protette dal Monte Concarena e dal Pizzo Badile, i monti sacri della Valcamonica.

La quinta tappa da Ono San Pietro a Malegno: tra sali e scendi nei boschi, attraversando torrenti scavati nella roccia e proseguendo via acciottolate giungiamo a Pescarzo, caratteristico borgo camuno. Il sentiero attraversa imponenti boschi di castagni e continua su una ciclovia tra alberi e prati per giungere a costeggiare il fiume Oglio fino a giungere al centro storico di Malonno. E altri 18 km sono stati percorsi.

La sesta tappa da Malonno a Edolo: il cammino inizia in quota all’ombra di lussureggianti boschi di castagni. Il tracciato si snoda in un contesto naturalistico e culturale (foto delle incisioni rupestri): abbiamo improvvisato un balletto in omaggio al celeberrimo canto popolare alpino e folkloristico “E su e giù per la Valcamonica non si sente che cantar “ con zaino a spalla e scarponi: una improvvisazione artistica qualcosa di simile alla felicità. E prima di giungere a Edolo tappa alla chiesetta di Sant’ Andrea.

Ed ecco Edolo, cittadina di riferimento per l’Alta Val Camonica, attraversata dal fiume Oglio e caratterizzata da suggestivi vicoli in pietra, l’antico borgo sorge nel punto dove la valle ha la sua principale biforcazione: in direzione Nord-Est sale al Passo del Tonale ed al Passo Gavia, mentre verso Ovest, giunge sino al Passo dell’Aprica. Pranzo con pane ed anguria nel parco pubblico, l’anguria più dolce mai mangiata e nel pomeriggio, non ci crederete, ma siamo riuscite anche a fare shopping.

La settima tappa con partenza dalla bella Chiesa di San Giovanni di Edolo: il percorso ripercorre la pista ciclo pedonale attraverso aree boschive tipiche della Alta Valle costeggiando il fiume: a destra si ammira il Mortirolo e sullo sfondo si scorge la catena montuosa dell’Adamello per giungere a Ponte di Legno, famosa stazione turistica.

Il cammino si conclude con la tappa da Ponte di Legno al Passo del Tonale: breve e impegnativa per il forte dislivello si passa dai 1260 metri di Ponte di Legno ai 1883 metri di altitudine del Passo Tonale.
Arriviamo commosse al Passo del Tonale, l’aria è fresca e siamo accolte dalle maestose montagne e dallo sguardo della Vittoria Alata che domina il Sacrario militare, commemorativo per i caduti della Grande guerra. Il passo del Tonale è il punto di confine tra Lombardia e Trentino-Alto Adige e circondato dai gruppi Adamello-Presanella, Ortles Cevedale e Brenta: un anfiteatro naturale aperto e panoramico che si dispiega dai 1.883 ai 3.100 metri di quota di innegabile bellezza e maestosità: per noi non è un confine per noi è ….l’apertura della mente e dei pensieri, è la continuità degli intenti è l’idea della possibilità di andare oltre.
Riguardiamo le nostre foto: visi sorridenti alla partenza, volti affaticati all’arrivo ma sempre contente e serene: è vero in montagna la fatica a volte si fa sentire, ma la gioia la cancella.

Un cammino di condivisione, di amicizia, di risate, di pensieri e di silenzi. Meditazione e chiacchiere, fatica e soddisfazione…. ma ciò che conta è stato il nostro viaggio insieme.
Il cammino della via Valeriana trasmette il senso del religioso, santelle ed edicole dedicate ai santi ad ogni crocevia; ovunque si respira il modus vivendi dei Camuni dediti al lavoro fisico e alla fatica (pastori, boscaioli, malghesi).
La rigogliosa natura avvolge e travolge: sentieri nei boschi di faggi abeti larici e castagni lasciando in noi sentimenti di ottimismo e determinazione, resilienza e dedizione. Passo dopo passo si avanza: cosi nel cammino così e così nella vita e ..come affrontarlo dipende esclusivamente da noi: non importa la meta, il valore è insito nel cammino e con chi cammini. Passo dopo passo, si avanza. Ci si ferma e poi si riparte: un grande albero ti da riparo e sei grata per l’ombra e lentamente comprendi che il cammino non è una competizione non è una prova da superare e nemmeno qualcosa da dimostrare ma diventa un luogo in cui vivere la propria vita.
Il lago d’Iseo, le montagne, il fiume Oglio, le fontane, i ruscelli, le santelle e tanti fiori, i frutti di bosco (lamponi e fragoline quante ne abbiamo mangiati), il canto degli uccellini al mattino hanno fatto da cornice a questo nostro primo cammino: quattro donne quattro zaini, quattro personalità distinte e diverse unite dalla voglia di vivere…

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