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Una vita donata alla montagna, allo sport e agli altri

Il Comitato Regionale Lombardia della Federazione Italiana Escursionismo desidera ricordare Italo Genovina, scomparso il 15 luglio 2026 all’età di 81 anni, una figura che per moltissimi anni ha rappresentato un punto di riferimento per il mondo della montagna, dello sci e dell’associazionismo.

Parlare di Italo significa certamente ricordare il suo lungo impegno nel CAI e nella FIE, le responsabilità assunte, le gare, lo sci e le tante attività alle quali ha dedicato una parte importante della propria vita.

Ma significa soprattutto parlare dell’uomo.

Di una persona dalla straordinaria generosità, capace di mettere a disposizione degli altri il proprio tempo, le proprie capacità e le proprie energie, senza chiedere nulla in cambio.

Italo era una di quelle persone sulle quali si poteva contare. Sempre.

La sua schiettezza e il suo carattere deciso erano accompagnati da una immensa bontà e generosità d’animo, che conosceva bene soprattutto chi aveva avuto occasione di lavorare e condividere esperienze con lui.

Dietro ogni incarico, ogni riunione, ogni gara e ogni iniziativa c’era prima di tutto la sua disponibilità ad aiutare.

Italo e la FIE

Anche la Federazione Italiana Escursionismo gli deve molto.

Il legame di Italo con la FIE viene da lontano. Dalle prime esperienze nelle gare, inizialmente con lo Sci Club Canzo, il suo impegno è proseguito negli anni fino a diventare parte attiva della vita federale.

Nel corso della sua lunga appartenenza alla Federazione ha messo a disposizione esperienza, competenza e passione, assumendo incarichi nel Comitato Regionale Lombardia e occupandosi in particolare del mondo dello sci, disciplina alla quale era profondamente legato.

Il suo contributo ha superato anche i confini regionali: Italo ha partecipato alla vita della Federazione anche a livello nazionale, ricoprendo l’incarico di Consigliere Nazionale FIE.

Ma sarebbe riduttivo ricordare il suo rapporto con la Federazione soltanto attraverso gli incarichi ricoperti.

Italo apparteneva a quella generazione di volontari per i quali essere parte della FIE significava soprattutto esserci: organizzare, collaborare, aiutare, mettere a disposizione esperienza e tempo, accompagnare i più giovani e trasmettere loro ciò che negli anni si era imparato.

Ha vissuto lo sci non soltanto come disciplina sportiva, ma come occasione di crescita, aggregazione e formazione. Ha contribuito alla sua organizzazione e alla sua promozione, seguendo attività, manifestazioni e competizioni e diventando nel tempo un riferimento per tante persone.

È anche grazie a persone come Italo se attività, valori e tradizioni della nostra Federazione hanno potuto attraversare generazioni ed essere consegnati a chi è venuto dopo.

Per questo il vuoto che lascia va ben oltre un ruolo o un incarico.

Rimane ciò che ha saputo trasmettere alle persone.

Rimangono il suo esempio, la sua disponibilità, la sua straordinaria generosità, la passione per la montagna e per lo sci e quel senso profondo del volontariato che significa dedicare una parte della propria vita agli altri.

Ed è forse questa l’eredità più importante che Italo lascia alla nostra Federazione.

Grazie Italo, per tutto quello che hai dato alla FIE e, soprattutto, per il modo in cui hai saputo darlo.


Il ricordo dei suoi ragazzi della Squadra Sci del CAI Canzo

Il Comitato Regionale Lombardia FIE desidera ora lasciare la parola a chi Italo lo ha conosciuto, vissuto e avuto accanto per tanti anni.

Pubblichiamo integralmente e senza modificarne una sola parola il ricordo scritto dai suoi ragazzi della Squadra Sci.

Ciao Italo,

Ci sono persone che, con la loro presenza, riescono a lasciare un segno profondo nella vita di una comunità.
E poi ci sono quelli che, come te, lasciano un segno indelebile!

Il tuo ricordo rimarrà vivo nei sentieri percorsi insieme, sulle piste da sci, nelle riunioni del CAI e della FIE, e soprattutto nel cuore di tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerti.

La montagna è stata la tua grande passione, il luogo in cui ti sentivi davvero a casa e che hai saputo far amare a generazioni di persone. Per molti anni hai dedicato tempo, energie e competenze al CAI Canzo, ricoprendo con impegno e spirito di servizio diversi ruoli all’interno del Consiglio. Lo hai fatto, naturalmente, con la consueta determinazione, ma mettendo sempre al primo posto il bene dell’associazione e delle persone che ne facevano parte.

Lo sci è stato una parte fondamentale della tua vita. Hai fortemente voluto la fondazione dell’Agonistica Sci, divenuta poi Squadra Sci, intuendo l’importanza di creare un ambiente in cui i giovani potessero crescere non solo come atleti, ma anche come persone. Con entusiasmo instancabile hai promosso ogni aspetto dell’attività: dalla preparazione atletica alla presciistica, dagli allenamenti alle gare, fino alle iniziative estive che contribuivano a rafforzare il gruppo e lo spirito di amicizia. Per tanti ragazzi e ragazze sei stato un punto di riferimento, capace di trasmettere la passione per lo sport, il rispetto della montagna e il valore dell’impegno.

Hai sempre avuto un carattere forte, talvolta un po’ spigoloso, ma sempre autentico. Dicevi ciò che pensavi con sincerità, senza maschere né convenienze. Dietro quella schiettezza si nascondevano una grande disponibilità e una generosità concreta, che si manifestavano nei gesti quotidiani, nell’aiuto offerto senza esitazione e nella presenza costante quando c’era bisogno. Chi ti conosceva bene sapeva quanto fossi affidabile e quanto fossi disposto a metterti in gioco per gli altri.

Oggi il vuoto che lasci è grande, ma ancora più grande è l’eredità di valori che ci consegni: l’amore per la montagna, la passione per lo sport, il senso di appartenenza, l’impegno verso la comunità e la convinzione che il tempo dedicato agli altri sia sempre tempo ben speso.

Il tuo esempio continuerà ad accompagnare chi salirà un sentiero, affronterà una pista da sci o sceglierà di impegnarsi con lo stesso entusiasmo nelle associazioni e nella vita della comunità. Sarai presente nei ricordi condivisi, nei sorrisi che saprai ancora suscitare raccontando un episodio vissuto insieme e nella gratitudine di tutti coloro che hanno beneficiato del tuo lavoro e della tua amicizia.

Con affetto, riconoscenza e profonda stima, ti salutiamo, certi che il tuo ricordo continuerà a vivere nelle montagne che tanto hai amato e nelle persone che, grazie a te, hanno imparato ad amarle.

Grazie Italo!

I tuoi ragazzi del Cai Canzo

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